Da "La Padania" del 18/01/09
GLI UNIVERSITARI PADANI CONTRO I COMUNISTI CINESI
di Mirko Molteni
E' stata fondata a Milano l'associazione " No Laogai - Lombardia", che raccoglie studenti impegnati a sensibilizzare la gente sul problema dei diritti umani in Cina, che si riflette anche sulla nostra economia. Il paese comunista usa come manodopera a costo zero, in pratica schiavistica, i prigionieri internati nei laogai, i campi di concentramento voluti nel1950 da Mao Zedong e tuttora attivi. Lì i detenuti lavorano 16 ore al giorno subendo spesso maltrattamenti e torture. Così il regime di Pechino, in combutta con varie multinazionali straniere, viola i diritti umani e in più ci invade con una marea di prodotti a basso costo che minano le nostre aziende.
"No Laogai - Lombardia" è un'associazione trasversale, ma i suoi maggiori promotori sono membri del movimento universitario padano, come Fabrizio Perini, che spiega: "La gente deve sapere che cosa succede in Cina, perciò organizzìeremo dei volantinaggi presso mercati e grandi magazzini delle maggiori città della Lombardia, invitando i consumatori a boicottare i prodotti cinesi. Grazie ai poveri internati, il costo del lavoro laggiù è solo il 5% di quello italiano. così le nostre industrie vanno in crisi e perdipiù arrivano da noi prodotti spesso malfatti e rischiosi, come le luci di Natale o i giocattoli tossici. Perciò terremo anche degli incontri pubblici con rappresentanti delle piccole imprese lombarde".
Oltre che al MUP, la nuova associazione è supportata dalla Laogai Research foundation, il cui responsabile per l'Italia, Toni Brandi, ricorda: "in Cina oggi sono aperti 1422 Laogai, in cui soffrono 12 milioni di persone, sfruttate come schiavi. Questa vergogna nata dall'alleanza diabolica fra il regime comunista e le multi nazionali, deve finire".
La lotta riguarderà anche il tema della repressione etnica e culturale del Tibet.
Per informazioni, sito internet www. laogai.it.
venerdì 30 gennaio 2009
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